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July 02 Un tributo a Napoli"Vedi Napoli e poi muori", recitava Goethe uno dei più grandi poeti tedeschi. Putroppo questa frase è stata "storpiata" dalle ultime vicende che hanno portato alla cronaca Napoli.... tipo "Vedi Napoli e poi muori.... ucciso, visto tutte le sparatorie" o "Vedi Napoli e poi muori.. dalla puzza... visto l'irrisolto problema dell'immondizia". Ma quello che il poeta voleva veramente affermare è come solo dopo aver visto il fascino della città, si potesse morire in pace, perchè non c'era più niente da vedere nella vita.
Inoltre forse non tutti sanno l'effetto positivo che ha avuto Napoli su Giacomo Leopardi che fu portato a Napoli dall'amico Antonio Ranieri nel 1833: aveva 35 anni ma era malato, depresso e disilluso sugli italiani e probabilmente sull'umanità intera. La città fece il miracolo, come scrive Sebastiano Vassalli nel bellissimo saggio Amore lontano, dedicato alle vite degli artisti della parola a lui più cari: Leopardi, il poeta della "Natura matrigna", si affeziona alla vita e riscopre persino il piacere della buona tavola, senza cambiare molto delle sue convinzioni e della sua filosofia. E nel 1836, un anno prima di morire, compone "La ginestra o il fiore del deserto", che costituisce il testamento morale del poeta e resta uno dei suoi canti più belli, sul quale domina il Vesuvio.
Infine vorrei chiudere con una frase di Giorgio Bocca: «Napoli adagiata sul golfo è stupenda, ci si chiede se anche questa bellezza non faccia parte della maledizione della città, non faccia parte del prezzo spaventoso che paga per esistere».
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